Trombosi in Italia: tra appropriatezza e prevenzione per ridurre i 200mila decessi annui

Un terzo dei decessi legati alla trombosi potrebbe essere evitato attraverso una gestione più oculata delle terapie e protocolli di prevenzione efficaci. Se ne è discusso a Roma nel corso dell'evento promosso da Motore Sanità.

Il sistema sanitario italiano si trova a fronteggiare ogni anno circa 600.000 casi di trombosi, una patologia che causa 200.000 decessi nel nostro Paese. Si stima che, nei Paesi occidentali, una persona perda la vita a causa di un coagulo di sangue ogni 37 secondi. Proprio per analizzare queste criticità e individuare soluzioni concrete, il primo aprile si è tenuto a Roma il convegno “Per combattere la trombosi non rimaniamo in panchina”, iniziativa organizzata da Motore Sanità con il contributo incondizionato di Viatris.

L'importanza dell'appropriatezza per il SSN

Al centro del dibattito, la necessità di migliorare l'appropriatezza terapeutica non solo per fini clinici, ma anche per garantire la tenuta dei conti pubblici. Come spiegato da Claudio Zanon, Direttore Scientifico di Motore Sanità:

«La trombosi colpisce 600.000 persone ogni anno soltanto in Italia, causando 200.000 decessi, dei quali un terzo si potrebbe evitare».

Zanon ha inoltre ribadito quanto una scelta terapeutica corretta possa generare un risparmio di milioni di euro per il Servizio Sanitario Nazionale, ottimizzando gli esiti per il paziente e riducendo il rischio di complicazioni.

Una sfida gestionale e formativa

La lotta alla trombosi passa attraverso l'adozione di protocolli clinici condivisi che facilitino l'aderenza del paziente alla cura e garantiscano tempestività d'intervento. Gli esperti hanno evidenziato l'importanza della formazione medica: il clinico deve poter scegliere terapie che coniughino efficacia, sicurezza e sostenibilità economica, personalizzando il trattamento sulle specifiche esigenze del malato.

Secondo Davide Pugliese, Responsabile della Business Unit Hospital Care di Viatris, la sinergia tra i diversi attori del sistema è fondamentale:

«Iniziative come questa dimostrano come gli sforzi congiunti possano contribuire alla sostenibilità del sistema sanitario».

Pugliese ha confermato l'impegno dell'azienda nel garantire l'accesso alle cure, in linea con la missione di favorire una vita sana in ogni sua fase.

Definizione e rischi della patologia

Tecnicamente, la trombosi consiste nella formazione di un coagulo che ostruisce vasi arteriosi o venosi. I fattori scatenanti principali restano il danno endoteliale, le alterazioni del flusso ematico e l'ipercoagulabilità. Tra le forme più temibili figura la Trombosi Venosa Profonda (TVP), che interessa spesso gli arti inferiori e può degenerare in embolia polmonare (responsabile di 100.000 morti l'anno). Ad oggi, il tromboembolismo venoso rappresenta la prima causa di decesso tra i pazienti ospedalizzati e la terza tra la popolazione adulta complessiva, preceduta solo da cardiopatia ischemica e ictus.

Prevenzione e stili di vita

Nonostante la centralità delle cure farmacologiche, la prevenzione primaria resta il primo baluardo. Gli esperti concordano sul fatto che uno stile di vita sano — caratterizzato da un’attività fisica costante, una dieta bilanciata e l'eliminazione del tabagismo — sia determinante per abbattere i fattori di rischio e prevenire le recidive, riducendo drasticamente il carico della malattia sulla società.

02 aprile 2026

Foto di HI! ESTUDIO su Unsplash

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