Oltre 24 milioni di italiani con malattie croniche: tra cinema e arte siglato a Roma il "Patto per la Prevenzione"

In Italia 24 milioni di persone convivono con almeno una malattia cronica. Di queste, 11,6 milioni hanno una condizione cardio-renale-metabolica e 4 milioni hanno già sviluppato una forma di danno renale cronico. Solo quest'ultima assorbe 2,5 miliardi di euro l'anno, pari al 2% dell'intero bilancio del Servizio Sanitario Nazionale. Numeri che pesano non solo sui conti pubblici, ma soprattutto sulla vita quotidiana di milioni di cittadini.

Con questa consapevolezza, nell'ambito dell'iniziativa “Principi Attivi. Cuore, reni e metabolismo, tra musica, cinema e connessioni” promossa da Boehringer Ingelheim, dieci tra le principali associazioni di pazienti e società scientifiche hanno siglato alla Terrazza Caffarelli di Roma il “Patto per la Prevenzione”, impegnandosi a diffondere il messaggio dell'importanza di una diagnosi precoce.

In concomitanza, la presentazione in anteprima di "Compagni per la vita", cortometraggio scritto e diretto da Alessandro Guida, pensato per accendere i riflettori su patologie spesso silenziose, attraverso il linguaggio del cinema e della musica

Il Patto per la Prevenzione: un'alleanza per cambiare paradigma

Il “Patto per la Prevenzione” sottoscritto da Associazione Medici Diabetologi, Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie, Fondazione Italiana del Rene, Diabete Italia, e altre realtà del settore vuole rappresentare un cambio di paradigma nella lotta alle malattie cardio-renali-metaboliche. Come sottolineato da Nedim Pipic, presidente e amministratore delegato del Gruppo Boehringer Italia, l'iniziativa nasce dalla volontà di «entrare nelle case degli italiani non con la paura, ma con la consapevolezza che ogni diagnosi tardiva, ogni occasione persa, è una vita che avrebbe potuto cambiare direzione».

«Le malattie renali purtroppo sono asintomatiche: si individuano solo tramite semplici esami ma possono progredire silenziosamente verso l'insufficienza renale totale, quando basterebbero controlli di routine per individuarle precocemente», spiega il professor Massimo Morosetti, nefrologo e presidente della Fondazione Italiana del Rene, sottolineando l’importanza della prevenzione in ambito nefrologico, e aggiunge: «Siglare un patto per la prevenzione è fondamentale per diffondere, tra i medici di medicina generale, tra gli specialisti e sul territorio, l’idea che la prevenzione è un atteggiamento attivo».

La voce delle istituzioni

Presenti all’evento anche Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei Deputati, e Massimo Garavaglia, presidente della Commissione Finanze del Senato. E mentre Mulè ha sottolineato che «la chiave è quella della prevenzione, dell'attenzione continua e consapevole a 'guardarsi intorno' attraverso esami semplici ma fondamentali», Garavaglia, ha posto una questione scomoda: «Dobbiamo domandarci come mai a parità di risorse - il fondo sanitario è sostanzialmente distribuito pro capite - abbiamo enormi disparità sul territorio. Come mai in alcune aree del Paese il sistema sanitario funziona e in altre no?».

Una domanda che sposta l'attenzione dall'ammontare degli investimenti all'efficacia nell'utilizzo delle risorse, richiamando la necessità di modelli organizzativi più efficienti e capillari.

Le associazioni come sentinelle sul territorio

A tal proposito, Marco Sonnini, membro del consiglio direttivo di Diabete Italia e presidente della Federazione Toscana Diabete ha evidenziato il ruolo cruciale delle associazioni di pazienti nell'attuazione del Patto: «Le associazioni sul territorio possono far comprendere l'importanza di fare prevenzione, grazie al contatto diretto con i cittadini».

Un network diffuso che, attraverso la diffusione del cortometraggio e iniziative di sensibilizzazione, può raggiungere anche le fasce di popolazione più difficili da intercettare attraverso i canali sanitari tradizionali.

Cinema, musica e metafora: quando l'arte incontra la salute

Per medici e associazioni, il cortometraggio “Compagni per la vita” diventa così strumento divulgativo e di sensibilizzazione. Come spiega il regista Alessandro Guida: «Abbiamo raccontato le patologie cardio-renali-metaboliche attraverso il parallelismo con la storia di una classe dove ogni compagno rappresenta un organo diverso e il protagonista è il paziente che ha smesso di frequentare e ascoltare i propri compagni di classe, un po' come ha fatto con il suo corpo».

La trama segue Dario, paziente diabetico che tende a rimandare i controlli periodici e che si ritrova, suo malgrado, ad organizzare una rimpatriata con gli ex compagni di scuola dopo 35 anni. Attraverso questo incontro, Dario comprende che «come le persone con cui siamo cresciuti, anche gli organi sono compagni per la vita, con cui si è sempre connessi e che vanno curati e ascoltati».

Una nuova pagina per la prevenzione

Dietro i 24 milioni di malati cronici, gli 11,6 milioni con condizioni cardio-renali-metaboliche e i 4 milioni con danno renale cronico ci sono storie individuali, percorsi di vita che diagnosi tempestive potrebbero cambiare. In questo senso il “Patto per la Prevenzione"” siglato alla Terrazza Caffarelli rappresenta un impegno concreto e misurabile: trasformare la consapevolezza in azione, portando il messaggio della prevenzione cardio-renale-metabolica nelle case, negli ambulatori, nei congressi e sui social per far sì che salute e consapevolezza diventino davvero compagni per la vita di tutti.

A cura di Micol Weisz

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