Presentate a Roma le 6 azioni prioritarie per le Istituzioni: l'Encefalopatia Epatica (EE) non è solo un’emergenza acuta, ma una sfida di gestione cronica che incide per oltre 200 milioni di euro l'anno sulle casse del SSN.
L’Encefalopatia Epatica rappresenta la seconda manifestazione più grave e frequente della cirrosi scompensata. Eppure, nonostante colpisca il 30-45% dei pazienti cirrotici, questa patologia rimane spesso "nascosta" a causa di una carenza di diagnosi precoce e di un significativo sommerso clinico.
L’attuale gestione dell’EE evidenzia criticità strutturali e organizzative che si riflettono direttamente sulla sostenibilità del sistema:
Il documento “Un nuovo paradigma per le cronicità complesse: il caso dell’Encefalopatia Epatica” delinea una strategia per superare l’attuale gestione "frammentata" dell'evento acuto, proponendo un modello di presa in carico globale.
| Ambito di Intervento | Obiettivo Strategico |
| Percorsi Diagnostici (PDTA) | Implementazione di percorsi specifici per cirrosi ed EE. |
| Identificazione Precoce | Utilizzo di strumenti di screening per i pazienti a rischio. |
| Prevenzione Secondaria | Rafforzamento delle terapie per evitare la recidiva. |
| Integrazione Ospedale-Territorio | Continuità assistenziale nella fase post-dimissione. |
| Supporto ai Caregiver | Valorizzazione del ruolo strategico della famiglia. |
| Aderenza Terapeutica | Monitoraggio strutturato del percorso di cura. |
Per contrastare il ritardo diagnostico, la campagna promossa da Alfasigma in collaborazione con Associazione EpaC – ETS punta a rendere riconoscibili i sintomi sfumati (confusione, alterazioni dell'umore, sonnolenza) che precedono le fasi gravi.
L'iniziativa vanta il patrocinio delle principali società scientifiche del settore, a testimonianza della rilevanza del tema per la medicina specialistica e generale:
“L’Encefalopatia Epatica è vittima di limiti clinici e organizzativi. È necessario passare dalla gestione dell’urgenza a un modello di gestione cronica e multidisciplinare per migliorare la sopravvivenza e l'appropriatezza delle cure.”

