ROMA, 29 aprile 2026 – Non è solo una disciplina medica, ma "una delle espressioni più alte della civiltà dell’amore". Con queste parole cariche di significato, S. Ecc. Mons. Vincenzo Paglia ha aperto la presentazione del “Libro Bianco per la promozione delle cure palliative in Italia”, svoltasi oggi presso la Camera dei Deputati.
Il volume, che giunge in un momento cruciale per il dibattito sul fine vita in Italia, è il frutto di un lavoro corale promosso dalla Pontificia Accademia per la Vita (PAV) e dalla Conferenza Episcopale Lombarda (CEL), con il sostegno fondamentale di associazioni di pazienti come Salute Donna ODV, Salute Uomo e Fondazione Floriani ETS.
Curato da Tullio Proserpio, Fabrizio Mastrofini e Augusto Caraceni, e pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana, il Libro Bianco non è un semplice manuale tecnico. Si compone di 16 capitoli redatti da un pool di oltre 40 esperti in ambito medico, filosofico, pastorale e sociale.
L’obiettivo è chiaro: fornire alle Istituzioni e agli operatori sanitari una serie di raccomandazioni concrete per colmare il divario tra il bisogno di cure palliative e la loro effettiva erogazione sul territorio nazionale.
"Quando la guarigione non è più possibile, la cura non finisce, ma si trasfigura: diventa tenerezza, presenza fedele, dignità custodita fino alla fine", ha ribadito Mons. Paglia.
Il documento sottolinea come, nonostante le cure palliative siano la risposta più efficace e nobile alla sofferenza estrema, esse soffrano ancora di una scarsa valorizzazione culturale e accademica.
Mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano, ha evidenziato la missione della Chiesa in questo ambito: "Vogliamo che nessuno resti solo o si senta abbandonato. La Chiesa prende per mano ogni malato e ogni famiglia per proteggere la dignità di ogni fase dell’esistenza". Un concetto ribadito anche da Mons. Renzo Pegoraro, che ha sottolineato come una rete di cura competente e compassionevole sia l'unico vero antidoto a ogni "deriva eutanasica".
Particolarmente incisivo l'intervento di Anna Maria Mancuso, Presidente di Salute Donna ODV. Dal punto di vista di chi vive la malattia sulla propria pelle, l’accesso alle cure palliative non è un'opzione, ma un diritto che garantisce l'aderenza terapeutica e la qualità della vita.
L'evento ha visto una massiccia partecipazione istituzionale, dall'apertura del Presidente della Camera, On. Lorenzo Fontana, alla presenza del Vicepresidente On. Giorgio Mulè.
L'On. Vanessa Cattoi, Coordinatrice dell’Intergruppo parlamentare “Insieme per un impegno contro il cancro”, ha raccolto la sfida lanciata dal Libro Bianco: "Garantire dignità fino all’ultimo momento è una responsabilità dello Stato. Accogliamo questo documento come una chiamata all’azione per rendere il diritto alle cure palliative reale, uniforme e accessibile in tutto il Paese".
Il messaggio finale è un ritorno alla vocazione originaria della medicina: quella di un’alleanza terapeutica e umana che non si arrende davanti al limite, ma lo abita con competenza e prossimità. Perché, come ricorda il Libro Bianco, anche quando non si può più guarire, si può e si deve sempre curare.

