Gestione del Parkinson: dal CHMP via libera a una nuova opzione terapeutica a rilascio modificato

La gestione clinica e assistenziale della Malattia di Parkinson si appresta a registrare una significativa evoluzione in Europa. Il Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell'EMA ha infatti espresso parere positivo per l'immissione in commercio di Hopledo® (formulazione a rilascio modificato di levodopa/carbidopa). Il trattamento è destinato ai pazienti adulti che presentano complicanze e fluttuazioni motorie di grado da moderato a severo, non adeguatamente controllate dalle terapie orali standard.

L'impatto della patologia sulla sanità pubblica

Il Parkinson rappresenta oggi la patologia neurologica a più rapida crescita nel mondo. Nella sola Unione Europea si conta oltre un milione di persone affette da questa condizione cronica e, nel decorso della malattia, più dell'80% dei soggetti sperimenta una perdita di stabilità motoria tra una somministrazione e l'altra (le cosiddette fluttuazioni). Questa instabilità comporta un carico assistenziale ed economico notevole per i sistemi sanitari.

Sviluppato da Zambon, Hopledo® (noto nella ricerca come IPX203) risponde proprio a questo bisogno terapeutico insoddisfatto attraverso una tecnologia farmaceutica innovativa che unisce:

  • Granuli a rilascio immediato per un beneficio tempestivo.
  • Pellet a rilascio prolungato per mantenere livelli terapeutici stabili e costanti nel tempo.

Evidenze scientifiche e aderenza terapeutica: lo studio RISE-PD

La raccomandazione dell'ente regolatorio europeo poggia sulle evidenze del trial clinico di Fase 3 RISE-PD, condotto su 506 pazienti. I dati hanno confermato come la nuova combinazione sia in grado di estendere significativamente il tempo di benessere motorio giornaliero (fase di "Good ON"), riducendo parallelamente i periodi di blocco ("Off").

Un elemento di cruciale importanza sotto il profilo della sanità pubblica riguarda la semplificazione del dosaggio: il farmaco permette infatti di ridurre il numero di assunzioni quotidiane rispetto alle formulazioni tradizionali, mantenendo un profilo di sicurezza sovrapponibile. Una minore frequenza nell'assunzione si traduce direttamente in una migliore aderenza terapeutica e in una qualità di vita superiore per il paziente e per i caregiver.

Le prospettive per il mercato europeo

Come evidenziato dai commenti degli esperti clinici e dei portavoce scientifici di Zambon, l'introduzione di questa opzione rappresenta un progresso concreto verso terapie più stabili e durature. L'efficacia della molecola è peraltro già supportata dall'esperienza clinica consolidata negli Stati Uniti, dove è attualmente commercializzata con il nome di CREXONT®.

La disponibilità effettiva nei paesi europei è prevista in modo progressivo a partire da ottobre 2026, subordinatamente alla formale approvazione della Commissione Europea. L'azienda farmaceutica ha avviato le interlocuzioni con le autorità regolatorie nazionali per favorire un accesso tempestivo al trattamento.

COMUNICAZIONE RESPONSABILE
Roma | Milano | Napoli | Torino | Bologna | Firenze | Padova | Pisa | Bari
CONTATTACI