Incontinenza, “l’ultimo tabù” che ci costa 2,5 miliardi l’anno

Oltre cinque milioni di italiani convivono con l’incontinenza, una condizione che genera un costo annuale di 2,5 miliardi di euro tra famiglie, Servizio Sanitario Nazionale e Regioni. Numeri che fotografano l’entità di quello che Francesco Diomede, presidente della Federazione Italiana Incontinenti e Disfunzioni del Pavimento Pelvico (FINCOPP), ha definito «l’ultimo tabù medico», al centro della XX Giornata Nazionale sull’Incontinenza celebratasi lo scorso 26 giugno presso il Ministero della Salute.

La giornata, istituita con Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri, ha l’obiettivo di promuovere l’informazione sui problemi delle persone incontinenti per sviluppare politiche che permettano di gestire l’incontinenza in modo dignitoso.

Un problema che non ha età

Come ribadito da Diomede, «l’incontinenza non risparmia nessuna fascia d’età e colpisce donne, uomini, bambini e pazienti oncologici» rappresentando una sfida sanitaria e sociale di grande portata. Dei 2,5 miliardi di euro di costi annuali, oltre 500 milioni gravano direttamente su Sistema Sanitario Nazionale e amministrazioni regionali.

«L’incontinenza non è una malattia», ha ricordato il presidente, raccontando di come l’organizzazione si sia battuta per l’attivazione di Centri polifunzionali sull’incontinenza su tutto il territorio nazionale nell’ambito dell’operazione “Ospedale Aperto”.

I Centri polifunzionali

L’iniziativa coinvolge oltre 60 Centri polifunzionali FINCOPP che offrono visite preventive gratuite. Tra gli obiettivi dell’associazione, la semplificazione delle procedure per ottenere dispositivi medici monouso come cateteri, sacche, placche e prodotti assorbenti, garantendo la libera scelta anche per il cateterismo a intermittenza. Servizi spesso carenti in molte regioni d’Italia, ha affermato Pietro Barbieri, presidente dell’Associazione Paraplegici di Roma e del Lazio e dell’Osservatorio sulla Disabilità del Comune di Roma, sottolineando l’importanza di «mettere a disposizione sul territorio personale formato in modo specifico».

La formazione specifica e il ruolo degli infermieri di famiglia

Tra le proposte di FINCOPP c’è infatti la formazione di personale specializzato nell’assistenza a incontinenti e stomizzati. Lo stesso Pietro Giurdanella, consigliere nazionale FNOPI – Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche – e presidente di OPI Bologna, ha parlato di «nuovi modelli formativi mirati a integrare conoscenza ed equipe, arrivando a casa del cittadino» facendo riferimento alla figura dell’infermiere di famiglia e di comunità, «presenza fondamentale per l’assistito in una logica di rete e risposta multiprofessionale».

Iniziative imprescindibili per abbattere il tabù dell’incontinenza e mettere a punto un sistema assistenziale adatto a soddisfare in modo efficace e uniforme vecchie e nuove esigenze.

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